Gerusalemme: Città Santa “d’oro, di rame e di luce” attrae pellegrini di ogni epoca suscitando commozione e stupore una volta giunti davanti alle sue mura, dopo un lungo e spesso pericoloso viaggio. In particolare, nel corso del Medioevo, tra il Duecento e il Quattrocento, la pratica del pellegrinaggio verso la Terrasanta conobbe “un’età d’oro”, uno straordinario successo, alimentato dai buoni rapporti politici, commerciali e diplomatici che negli anni ’30-’40 del Trecento si erano instaurati tra il sultanato mamelucco d’Egitto e il Regno angioino di Napoli, che resero possibile la penetrazione dei francescani in terra musulmana1 e dall’organizzazione dei trasporti via mare (tramite le galee in partenza da Venezia verso Giaffa), sostenuta da importanti famiglie veneziane come i Contarini o i Loredan. Pellegrini di ogni estrazione sociale decidevano di intraprendere questa avventura devozionale per ripercorrere le testimonianze storiche del passaggio di Cristo sulla Terra, compiendo il circuito sacro dei Luoghi Santi gerosolimitani e fissandone poi memoria nei loro diari. Nicolò come San Contardo diventa pellegrino ed intraprende il viaggio verso Gerusalemme.


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